Aug 12 2009

Nippon

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Passare tre settimane gironzolando sue  giù per il Giappone, è un’esperienza fantastica, da fare almeno una volta nella vita, a parere mio la miglior destinazione per un viaggio di almeno tre settimane. Non ha niente a che vedere con le meravigliose ed idilliache vacanze in atolli sperduti con acqua cristallina,vegetazione rigogliosa a rischio d’estinzione e capanna sul mare. E non ha niente a che vedere con i tour dell’ “Ammerica” e lo shopping compulsivo di New York, è una cosa a parte, peraltro a tratti neanche rilassante…praticamente passi il tempo fermandoti a guardare tutte le insegne luminose e a domandarti sull’inutilità di certe cose che sono proprie del Kitsch urbano, ponendoti domande sul massiccio consumo di carta che viene usato per impacchettare qualsiasi cosa e che poi verrà buttata tutta appena girato l’angolo, per poi passare una discreta quantità di  tempo a cercare di capire i perchè del sistema metropolitano di tokyo,( perchè se due compagnie differenti fanno la stessa tratta non possono collimare nella stesa stazione ma ognuna deve avere la sua stazione di riferimento! E allora , “dajene” di abuso edilizio! )  cercare in generale di stare al loro passo con i comportamenti , la postura generale, l’educazione rigida e i mille salamelecchi (che se lasci la mancia in un ristorante, da quanto ti ringraziano, trascorri una buona mezz’oretta in una scenetta dove vi ringraziate l’un l’altro senza che  riesci a svignartela in fretta dal ristorante).

Ogni tanto poi, con la mente sgombra, quando non cerchi di correre da un posto all’altro, ti senti veramente dentro un luna park, aperto 24H, dove le cose non hanno senso alcuno e contemporanemente, tutto è bello e luccicante come nelle favole dei bambini.

Credo anche di non riuscire nemmeno a esprimere tutte le sensazioni provate, alcune sono rimaste ancora nell’angolo delle cose da catalogare, ma quella finale quando piano piano l’aereo ha staccato il carrello da terra e ha cominciato ad alzarsi e vedevo il giappone allontanarsi…ebbè la nostalgia era già forte dopo due minuti. Senza contare che contemporaneamente stavo pensando al paese dove tornavo: il paese dove non esiste che i mezzi pubblici arrivino e partano in orario, dove i servizi igienici di tutti i posti pubblici (stazioni delle metro comprese) sono lerci tali da richiedere l’antitetanica prima di entrare, dove le persone gentili sono una su cento e la mattina invece del buongiorno ti becchi il sorriso stitico del barista che ti guarda, non ti conosce, e già ti ha tirato due bestemmioni dietro.

Insomma la tipica nostalgia da “Costa Crociere“:)

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